Mia madre l’ha trovato per caso

un senso compiuto: il modo in cui mio padre si chiudeva in se stesso ogni volta che maneggiava le sue “cose”, come il colore gli spariva dal viso, come la sua postura si incurvava, come se fosse presente solo a metà, come qualcuno che compie un rituale che non comprende più ma che non riesce a smettere di ripetere.

La scatola era sempre stata lì.

Chiuso a chiave. Nascosto in un ripostiglio in cui entrava raramente. Nessuno aveva mai chiesto cosa ci fosse dentro, né io, né mia madre. Persino

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