Mia madre l’ha trovato per caso

tirò fuori dal cassetto, si rese conto di quanto fosse davvero strano.

Era alto quasi trenta centimetri, liscio al tatto, la sua superficie ricoperta da intricati motivi ripetuti che sembravano più intenzionali che decorativi. In cima c’erano delle sottili sporgenze articolate – qualcosa a metà tra antenne e arti snodati – disposte con una precisione inquietante.

Non assomigliava a niente di familiare.

Non è uno strumento.

Non è un ornamento.

Non è qualcosa che si possa comprendere a colpo d’occhio.

Nessuno sapeva spiegare a cosa servisse.

Quando me l’ha consegnato, l’ho sentito

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